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Castellabate (San Marco di)


San Marco è la seconda frazione marina di Castellabate che s'incontra arrivando da Agropoli.
E' più antica di Santa Maria di Castellabate. Il museo archeologico di Paestum conserva numerosi reperti qui rinvenuti: è assai probabile, infatti, che l'odierna frazione sorga sul sito dell'antica "Cittadella" di origine focea. Sotto il dominio romano, fu eletta dal patriziato a luogo di villeggiatura estiva: dei fasti greco-romani resta lo splendido porto. Sulla parte alta della costa (collina Castelsandra) sorge un Parco naturale dalla vegetazione lussureggiante. Le spiagge sabbiose presenti sono: quella "del Pozzillo", condivisa con Santa Maria e quella "della Grotta", che prende il nome dalla grotta naturale emersa dove sono stati ritrovati alcuni reperti paleolitici.

 


La chiesa di San Marco Evangelista, costruita nel 1915, è collocata in piazza "Giuseppe Comunale". La facciata reca la scritta Divo Marco Dicatum e il leone con il Vangelo (simbolo di San Marco Evangelista) al centro, il bassorilievo di Sant'Antonio da Padova a sinistra e quello di Santa Teresa a destra. Su ogni capitello delle colonne vi è raffigurato un angelo. Svetta sulla chiesa un campanile a tre piani con base quadrata di stile romanico con orologio;

 

La "Torretta", collocata nell'omonima località a ridosso della strada regionale 267, è una masseria fortificata seicentesca di proprietà della famiglia Granito. In passato era la residenza di alcuni marchesi e veniva utilizzata per la produzione di svariati prodotti agricoli, come testimoniano gli annessi depositi utilizzati per conservare le derrate alimentari coltivate. La torre inglobata nella struttura agricola aveva una funzione sia di avvistamento che di difesa da eventuali assalitori. Alla "Torretta" sono legate le leggende riguardanti lo jus primae noctis, che si diceva il marchese esercitasse nei confronti delle spose dei marinai e dei contadini locali. Si racconta che durante i lavori di restauro siano venuti alla luce i teschi di sette condannati (utilizzati come monito per quelli che osavano ribellarsi) per aver escogitato nella prima metà del 1700 un piano per uccidere il feudatario, il quale aveva preteso il diritto della prima notte con una giovane fanciulla di nome Teresa, futura moglie del contadino Cipullo. La Torretta è stata la location di una delle scene del film "Benvenuti al Sud".

 

 

Il palazzo "Carlo De Angelis" è un edificio nobiliare sito a San Marco. Uno degli elementi caratteristici del palazzo è l'ingresso realizzato in pietra viva cilentana, dove sul portone è posta un'epigrafe risalente al finire dell'Ottocento. Tale epigrafe recita letteralmente: Inveni portum spes et fortuna valete sat me lusistis ludite nunc alios (Trovai il porto, addio speranza, addio fortuna, abbastanza mi avete ingannato, ora ingannate altri). Pare che in origine tale epigramma, il cui autore rimane ignoto, si trattasse di un epitaffio, di un motto scritto su di una tomba. In effetti, l'intera area, dove sorge palazzo De Angelis e le costruzioni adiacenti, accoglie nei vari giardini privati una necropoli con circa 150 tombe a fossa e a cappuccina così come stimato dalla sovraintendenza ai beni storici e artistici di Salerno. Francesco De Angelis è uno degli ospiti fissi del palazzo.

 

I resti di un porto greco-romano affiorano dalle acque di San Marco in prossimità della struttura portuale moderna costruita nel 1954. Il primo nucleo abitativo del paese si è costituito proprio intorno a questa struttura. Il porto di San Marco, identificata con l'antica città romana di Erculia o Ercolam, veniva considerato il principale scalo di approvvigionamento per le imbarcazioni dirette al porto di Miseno nonché base militare o sito di appoggio per la flotta imperiale. Ad avvalorare ulteriormente questa ipotesi è il ritrovamento nelle acque antistanti il porto di San Marco negli anni 60 di alcune ancore di piombo (risalenti tra il I e il II secolo d.c) contraddistinte dalla scritta ter. Questa dicitura sta indicare la tipologia di imbarcazione a cui le ancore erano destinate: le triremi.

 

 

Addentrandoci nella folta pineta e seguendo i camminamenti tracciati all'ombra degli altissimi pini d'Aleppo, in pochi minuti si raggiunge uno dei siti più belli e ricchi di suggestioni dell'intera costa cilentana: Punta Licosa (leggi scheda dedicata), da poco tempo eletta ad area marina protetta.

 

 

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Vedi anchei: Castellabate
Vedi anche: Santa Maria di Castellabate
Vedi anche: Punta Licosa

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