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Felitto


Il corso delle trasparenti acque del Calore che si incunea in uno dei paesaggi più spettacolari del Cilento: Felitto, paese del fusillo IGP, si presenta così, dall'alto del suo sperone roccioso, naturale baluardo arroccato sulla rupe di S. Nicola, tra strapiombi impressionanti e fittissimi boschi, singolare vedetta che domina le Gole del Calore (vedi scheda dedicata). Nel fiume, che in questa zona permette bagni ed escursioni in canoa, vive la regina delle acque limpide: la lontra.

 

Arroccato alla Rupe di San Nicola, Felitto si presenta come un piccolo borgo medioevale, circondato tutt'intorno da torri e mura di cinta di cui ancora possibile ammirarne i resti. La posizione arroccata di Felitto è all'origine del suo nome (dal greco "phiulatto", "custodire, vigilare"), che tuttavia potrebbe anche derivare dal latino "filix", "felce", di cui abbonda il sottobosco che circonda il paese. Ricca e di notevole qualità la produzione di olive da olio, uve da vino e frutta. Diverse le aziende agricole con frantoi e patrimonio zootecnico e notevoli le produzioni artigianali come la lavorazione dei vimini e dei ferri per i fusilli.

 

Lungo il ponte sulla statale che conduce al paese, è da vedere "u' punticieddu", caratteristico ponte medievale in pietra. Il pittoresco centro storico ha l'aspetto di una fortezza. In piazza De Augustinis era collocata la pietra chiatta, sulla quale era costretto col sedere nudo chi non pagava i debiti. Del castello feudale restano il Maschio, imponente torrione di 25 metri, i ruderi di altre torri, e alcuni curiosi sistemi di difesa e di tortura. Molte case sono scavate nella roccia, fra nascondigli e antichi portali in pietra. Fra queste, una antichissima dimora in stile arabo. La bellissima chiesa di S. Maria dell'Assunta (origine XIII sec.), dall'insolita architettura romanica, fu trasferita qui nel 1546. In posizione panoramica, presenta un magnifico ingresso ad arcate e un maestoso campanile di 40 metri, con scalinata interna in pietra. L'antica cappella di S. Ciriaco (XII sec.) ha una particolare copertura e una forma rettangolare con abside semicilindrica. Da segnalare anche il santuario della Madonna di Costantinopoli, sul quale si tramanda una curiosa leggenda, e la cappella della Madonna del Rosario nel centro cittadino. Interessante è anche la raccolta di reperti del museo della Civiltà Contadina.

 

Il paese è compreso nel territorio di produzione delle qualità DOC del vino di Castel San Lorenzo (leggi scheda dedicata), Tuttavia la fama di Felitto è soprattutto legata alla tradizione del fusillo IGP, protagonista di uno degli appuntamenti gastronomici più conosciuti di tutto il Cilento: la sagra del fusillo.

 

 

Il ponte medioevale di Felitto
Denominato comunemente "u punticieddu", fu costruito nel XII secolo: data l'epoca di costruzione ed il luogo in cui venne edificato, è facile ritenere che la sua costruzione fu necessaria per ovvie ragioni di viabilità, cioè per agevolare il transito verso le aree interne. Il difficile punto scelto per oltrepassare il fiume Calore è in corrispondenza di un tratto del fiume lungo il quale le sponde sono impervie, dove due imponenti speroni rocciosi, con pareti ripide che sfiorano l'acqua del fiume, rendevano molto difficile, oltre che estremamente pericoloso, il passaggio. Un ponte, dunque, necessario, in quanto non solo metteva in collegamento due comuni, Felitto e Castel San Lorenzo, ma soprattutto consentiva di raggiungere centri abitati di interesse commerciale ben più distanti dalla costa e inaccessibili rispetto al paese della rupe. 
Il ponte è alto 5 metri e lungo circa 20.

 

 

Museo contadino di Felitto
Info: 0828/945268 - 0828/945649
Numerose suppellettili di uso quotidiano, alcuni risalenti agli inizi del '700, raccolti ed organizzati su due livelli in un antico palazzo signorile del centro storico di Felitto a cui si accede percorrendo un piccolo tratto di via lastricata e scavata nel candido calcare su cui sorge Felitto. Nasce con l'intento di raccogliere, custodire e tramandare la memoria degli oggetti caratteristici della quotidianità della civiltà rurale. Nelle varie stanze è stato ricostruito l'aspetto degli ambienti domestici, dalla cucina alla stanza da letto, servendosi di oggetti ed arredi originali, recuperati dalle abitazioni del centro storico e del territorio. Numerosi sono, inoltre, gli attrezzi e gli arnesi che riportano alla memoria le botteghe degli artigiani ed il lavoro dei campi.

Da non perdere:

• La sagra del Fusillo IGP
• In canoa nelle Gole del Calore
• Il centro storico

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