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Giungano

Sito web: nd
Scheda realizzata grazie al contributo di:
Sonia De Piano
Fotografie:
Mimmo Benivento

Giungano ha l'aspetto di un paese fuori dal tempo.
Il gruppo di case, alcune risalenti al sec. XVII, che costituisce il paese è disposto ad arco a circa 300 metri di altezza sulla parete dei monti che si affacciano sulla piana di Paestum.
Il panorama spazia dalla valle fino al mare in un incantevole paesaggio dove il rapporto uomo – natura è rimasto armonico ed equilibrato. Il paesaggio che circonda Giungano è ricco della tipica vegetazione mediterranea che ha fatto di questo territorio un angolo incontaminato e protetto.

 

 

Il Palazzo Aulisio
Ha una lunga storia testimoniata in ogni stanza ed in ogni ambiente. Dall'esterno appare una casa fortificata così come doveva essere nei secoli passati. Le feritoie lungo tutti i versanti e la torretta di avvistamento a monte sono il segno della necessità dei suoi abitanti di difendersi dai nemici. All'interno prima di accedere alla casa vera e propria, una serie di piccole corti e cortili nei quali la servitù era impegnata alle varie mansioni di accudimento di asini e cavalli. Sono ancora presenti le mangiatoie e gli anelli di ferro ai quali venivano legati alla preparazione del vino e alla produzione dell'olio con l'uva e le olive che venivano raccolte nell'oliveto sottostante di proprietà della famiglia. E' ancora intatto il grande frantoio in pietra nel locale lasciato così senza restauro nel quale c'è una vecchia cisterna, la vasca di raccolta delle olive ed un lavabo. Grandi forni a legna per il pane e per la cottura dei fichi che a fine estate abbondavano nella tenuta. Una serie di oggetti a servizio delle cucine ancora conservati. Nell'abitazione vera e propria la destinazione
degli ambienti è rimasta la stessa. La sala di ingresso con la madia per il grano che doveva servire alla provvista di tutto l'anno. La raccolta di fucili segno della passione per la caccia di tutti i proprietari e la collezione di tutti gli accessori per la preparazione delle cartucce, e poi cartucciere, carniere ed altro. Accanto la biblioteca. Una vera raccolta storica di testi principalmente del '700. L'archivio di famiglia con le lauree e le varie concessioni e permessi dei Vicerè e sovrani succedutisi. Segni dei ruoli occupati dai membri della famiglia che ha sempre rappresentato l'intellighentia del luogo e che aveva il diritto di cappellania. Domenico Aulisio nato nel 1639 fu un celebre giureconsulto, filosofo, medico, e storico ed è ancora ricordato dalla omonima strada al centro direzionale di Napoli. Nel secolo XVIII Lucantonio, si laureò in utroque Iure. Vincenzo, magistrato, fu nominato da Giuseppe Napoleone nel 1809 Consigliere del distretto di Salerno. Ignazio( 1807- 1889) fu Vicario Episcopale della diocesi di Capaccio e Vallo della Lucania ed infine Giuseppe Aulisio (1859- 1953) fu docente di Medicina e Chirurgia alla Regia Università di Napoli ed autore di numerose pubblicazioni. Le sale di rappresentanza sono rimaste intatte e vi è memoria di un canterano in un documento del '700. La stanza con l'accesso al pozzo di acqua sorgiva era utilizzata per la provvista d'acqua e la popolazione di Giungano aveva gli orari per il prelievo perchè quell'acqua veniva considerata la migliore del paese.
Le camere da letto erano dove sono tuttora, ed i servizi si trovavano generalmente sulle logge esterne. L'arcidiacono Ignazio il cui ritratto è posto sul camino, dormiva nell'ultima camera che dà sul loggiato dove amava passeggiare e pregare quando era libero dai suoi numerosi compiti. Il dottor Giuseppe Aulisio invece aveva stabilito il suo quartier generale nell'altra ala della casa, e viveva immerso nelle carte e nei libri.

 

 

Il palazzo Ducale
E' di particolare bellezza, l'edificio risale al XVII sec. e ancora oggi sembra volersi imporre all'osservatore come il simbolo di quel potere feudale tanto forte da riuscire ad estendersi fino al mare. Nel palazzo venivano prese dai duchi le decisioni sulla sorte del territorio e dei suoi abitanti costituendo una sorta di centro nevralgico. I duchi nella sede del palazzo, grazie al loro forte potere facevano largo uso dello "IUS PRIMAE NOCTIS".

 

 

Palazzo Stromilli
Di fronte alla Chiesa dell'Assunta, un bel portale con decori di fiori stilizzati e animali fa da cornice ad un vecchio portone di legno e ci introduce, attraverso un breve sottoportico, in una ampia corte intorno alla quale si sviluppa tutto l'edificio: è l'ingresso del Palazzo Stromilli, costruito nel 1600 secondo i canoni tipici delle residenze della nobiltà cilentana dell'epoca. L'impianto architettonico è espressione di un modus vivendi che si caratterizza per l'apertura ai rapporti sociali, la disponibilità ed il grande interesse per le attività artistiche ed intellettuali. Quella degli Stromilli è infatti un'antica famiglia, originaria di Gorga, che aveva in Giungano la sua villa estiva e che ha dato i natali al maestro Alfonso, a cui è intitolata la scuola primaria del paese, nonché a insigni studiosi e prelati. Alla sinistra del cortile interno saliamo lo scalone in pietra che porta al piano padronale, il quale si estende su una superficie di circa quattrocento metri quadrati e comprende, oltre alle camere attualmente abitate dagli eredi Stromilli, un grande salone arredato con consolle e specchiere antiche, splendidi lampadari, quadri e oggetti di Capodimonte. Un angolo della sala è dedicato alla memoria dello zio Silvio, aviatore nella seconda guerra mondiale.In suo ricordo si possono ammirare modellini di aerei, fotografie, diplomi e attestati, oggetti esotici che evocano mondi lontani, e che all'epoca dovevano avere un fascino ancor più misterioso.

 

 

Palazzo Picilli
La caratteristica più suggestiva dell'edificio è costituita dai portali in pietra. Fu costruito nel XVII sec.

 

Palazzo Guglielmotti. XVI sec.
La struttura della casa e la presenza della torre (tagliata nei secoli passati perchè pericolante ma ancora oggi visibile all'angolo tra via Roma e vicolo Mazzini) tipico elemento architettonico di epoca medievale, fanno risalire l'edificazione del Palazzo addirittura in epoca precedente. Il palazzo, oggi, in tutta la sua magnificenza e splendore con il suo incantevole cortile, viene aperto a tutti nel periodo della "Festa dell'Antica pizza cilentana" e la famiglia Guglielmotti orgogliosamente mette a disposizione di tutti, conoscenti e non, più o meno illustri, la propria ospitalità.

 

 

I palazzi di cui sopra possono essere ammirati esternamente.
Per informazioni e visite guidate: ufficio IAT Giungano (Informazione e Accoglienza Turistica) Tel. 338/9493769

 

 



Gli amanti della natura potranno ammirare, tra le altre, la fresca bellezza del bosco dell'Elci, trenta ettari di macchia mediterranea a prevalenza di corbezzoli (pianta in estinzione), oppure le verdi sponde del fiume Tremonti, affluente del fiume Solofrone, che nasce dal monte Sottano, attraversa il territorio di Trentinara, Giungano e Capaccio.


E' stato recentemente ripristinato il sentiero che da Giungano si inerpica fino al Comune di Trentinara (percorso facile di due ore, dislivello 400 mt) per raggiungere la più bella terrazza panoramica del Cilento. La Gola di Tremonti invece regala la vista della bellissima cascata che salta per circa cinquanta metri dal ciglio del monte Cantenna per proseguire poi a valle tra le gole in un percorso tortuoso e circondato da una lussureggiante vegetazione.


Nei pressi della cascata si trova il famoso "Tempio degli Innamorati" con adiacente un vecchio Ponte denominato "il Ponte del Diavolo". Piu' a valle oltre ai sentieri si trovano ancora una serie di grotte tra cui quella piu' famosa denominata " San Michele". Il nome Tremonti deriva dall'incontro di tre monti, Cantenna, Monte Sottano e Monte Soprano. La suggestiva gola fu protagonista piu' di duemila anni fa, secondo Plutarco, dell'ultimo atto della cosiddetta "guerra servile" tra gli schiavi ribelli di Spartaco e l'esercito romano capeggiato da Licinio Crasso nel 71 a.C. Nel 1940, nella gola di Tremonti, sono state ritrovate sei tombe romane ed alcuni frammenti di ceramica di impasto dell'età del ferro.

 

Per poter visitare le cascate nella gola del Tre Monti e quindi anche il luogo in cui si consumò l'ultima battaglia, ove vi perse la vita del grande Spartaco, bisogna seguire un sentiero accessibile in qualsiasi momento dell'anno. 

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