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Vibonati

Sito web: nd
Scheda realizzata grazie al contributo di:
Mimmo Benivento

Vibonati è' uno dei borghi più caratteristici di tutto il meridione ed è riconosciuto come uno dei Borghi Autentici d'Italia.

 

E' conosciuto come "paese dei portali" data appunto la grande presenza di portali medievali in pietra. Situato nell'entroterra del golfo di Policastro, Il territorio comunale conta 3300 abitanti, di cui solo poco più di 1200 a Vibonati capoluogo, anche perché gran parte della popolazione si è trasferita in pianura lungo la costa, nell'unica frazione Villammare, ridente e frequentatissima località balneare (vedi scheda dedicata "località di mare-Villammare"). Il borgo antico di Vibonati è sito a 110 m s.l.m. Caratteristica è la sua conformazione urbana: infatti si estende per quasi 2 km su uno sperone roccioso sottile e allungato a 110 metri di quota, delimitato da due vallate solcate dai torrenti Anafora e Fontana. Una parte del crinale va a raggiungere la pianura dove si è sviluppata Villammare, mentre la parte interna si congiunge ad altre colline denominate monti della Serra. L'impianto medievale di Vibonati, nato proprio per difendersi dagli attacchi che provenivano dal mare, da cui dista due km, era quindi una città fortezza munita di due porte, che sono Porta Fontana e Porta del Ponte. Controverse e diverse sono le tesi sulle origini di Vibonati. Alcuni attribuiscono la sua fondazione ad esuli fenici di Tiro, altri sostengono che sia la Vibo ad Siccam di cui parla Cicerone, e quindi fondata da coloni romani. Un'altra tesi attribuisce la fondazione di Vibonati a Gisulfo, pricipe longobardo di Salerno. Di certo, che dopo l'uscita di scena dei longobardi a Salerno, passò per essere stata a lungo dominio dei normanni. Successivamente seguì le alterne vicende del periodo del feudalesimo: fu parte della Contea di Policastro e fu Casale di Tortorella. Con l'abolizione del la feudalità, Vibonati si trovò al centro dei moti rivoluzionari del Cilento del 1848 e il 3 settembre 1860 ospitò Giuseppe Garibaldi come ricorda una lapide di casa De Nicolellis.

 

 

ATTRAZIONI STORICO-ARTISTICHE
Attrazione principale di Vibonati detta Livunàti in dialetto cilentano, è il suo centro storico arroccato di impianto medievale, con le suggestive scalinate e viuzze dette ruve, strette e sinuose. Gran parte del centro storico si può visitare solo a piedi. Il mio consiglio è partire nella parte bassa del borgo, dal Monastero S.Francesco da Paola fondato nel 1611 e gestito dalle Ancelle di S. Teresa del Bambino Gesù. Percorrendo corso Umberto I si possono ammirare i tanti pregevoli portali che decorano i palazzi nobiliari del borgo antico, tra cui spiccano palazzo De Nicolellis e palazzo La Corte Rizzuti. Tra scorci e vedute che provocano intense suggestioni, scalinate e viuzze con pavimento lastricato in pietra si arriva al Santuario di Sant'Antonio Abate che domina la parte alta del paese. Edificato nel XI sec., originariamente di stile romanico, ha subito diversi interventi di restauro e pur conservando la sua bellezza, ha perso il suo aspetto originario assumendo un aspetto di chiesa barocca. Presenta una navata principale e due laterali minori. All'interno uno stupendo organo a canne del '700 e la fonte battesimale scavata in un antico capitello corinzio. La volta della navata centrale presenta una pittura raffigurante Sant'Antonio Abate, mentre nella cappella della navata minore di destra troviamo un pregevole dipinto su tavola raffigurante la Vergine tra i Santi Dominicani e i vincitori della battaglia di Lepanto. Tale dipinto è attribuito alla scuola del pittore fiammingo Teodoro d'Errico. Ai piedi del Santuario il rione Tirone con il suo caratteristico sopportico annerito dal tempo che sorregge il sagrato del Santuario. Di estremo valore artistico sono inoltre la Chiesa della SS. Annunziata con affreschi del XII e XIII sec. e la Chiesa della Santissima Trinità a cui è annesso un torrino, traccia dell'antico sistema murario che cingeva Vibonati. Gradevole una sosta a largo Nicotera, il "salotto" di Vibonati con la sua superba e bellissima fontana monumentale dalle acque freschissime. Merita una visita la Casa Museo di Arte Contadina allestito dal sig. Nino Tancredi, che contiene numerosi attrezzi agricoli del secolo scorso.

 

 

ATTRAZIONI NATURALISTICHE
Lungo la SP Vibonati-Morigerati a 200 metri di altitudine, troviamo il bosco di Santa Lucia di circa 40 ettari, composto da piante resinose e latifoglie in particolare piante di sughero. Al suo interno l'omonima cappella, con percorsi pedonali e area pic-nic e i ruderi di un'aia antica. Nella valle dei torrenti Fontana e Ceraso sono presenti dei vecchi mulini.