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Casaletto Spartano e Battaglia

Sito web: nd
Scheda realizzata grazie al contributo di:
Mimmo Benivento

Una vecchia leggenda narra che il paese, sviluppatosi intorno l'antica contrada di Spartoso, fu abbandonato a causa di un invasione di formiche. Di origine medievale, insieme a Battaglia fu casale delle terre di Tortorella. Nel 1562 i casali di Casaletto e Battaglia furono venduti dal principe di Scalea e signore delle terre di Tortorella, Trojano Spinelli, al barone G.Antonio Gallotti che tenne uniti i due casali fino al 1800. Dal 1800 al 1810 i due paesi assunsero due municipalità diverse. Dopo questa data, i due paesi furono riunificati, per volere del generale francese Manees mandato dal re di Napoli, Giacchino Murat, a reprimere i focolai di rivolta nel Cilento. A seguito del rifiuto di rifornire di vettovaglie le truppe, il sindaco di Casaletto fu passato per le armi e venne ordinato al sindaco di Battaglia di trasferirsi a Casaletto, ordinando di fatto la riunificazione dei due paesi. Dopo l'unità d'Italia, il termine "Spartano" fu aggiunto a Casaletto. Esso deriva da "sparto" un tipo di pianta mediterranea che cresce ovunque nel territorio comunale.

 

Casaletto Spartano presenta notevoli attrazioni sia ambientali - paesaggistiche che storico-culturali e gastronomiche, quest'ultima eredità di una notevole tradizione silvo-pastorale e contadina della popolazione locale.

 

 

ATTRAZIONI STORICO-CULTURALI
Centro storico di impianto medievale con pavimentazione costituita da selciati di pietra locale, ricco di portali e antichi palazzi tra cui spicca Palazzo Menta e la sua preziosa raccolta di oggetti che evocano antiche tradizioni locali; e la Chiesa Madre  San Nicola di Bari, XII sec., a tre navate e con parato decorativo dove con finissimi stucchi viene rappresentata la vita del Santo.

Il Santuario della Madonna dei Martiri che dista 3 km dal centro abitato lungo il sentiero delle Rocche, dove il 15 agosto si tiene la festa e viene portata dai pellegrini la statua della Madonna. All'interno del santuario si conserva l'antica icona in pietra della Madonna del Cammino, risalente al XIV sec. Degni di menzione sono la Cappella di S.Giovanni ei ponte normanno che collegava Casaletto con Tortorella (vedi scheda).
Nella frazione di Battaglia da non perdere l'imponente e superbo PALAZZO GALLOTTI che domina tutta la vallata del Rio Casaletto e Battaglia e si orienta in irezione di Tortorella e Casaletto. Edificato verso la fine del 1400, presenta torricini angolari praticamente intatti.

A Battaglia, caratteristico borgo con meno di 300 abitanti, completamente immerso nella natura rigogliosa, oltre al piccolo centro storico che si sviluppa in basso intorno a via Vittorio Emanuele, e in alto intorno a via Cavallotti con le sue casette circondate da orti, altre emergenze architettoniche sono: la Chiesa S.Maria della Stella a navata unica che presenta archi di piperno del '500; la Chiesa di Sant'Antonio ad unica aula cinquecentesca; ruderi del Convento di S.Francesco con annessa Cappella della Madonna delle Grazie. Recentemente è stata restaurata la fontana sorgente del Convento, alle cui acque sono attribuite proprietà diuretiche. Il restauro è stato impreziosito da rilievi in ceramica dipinti da artista locale.

 

 

ATTRAZIONI NATURALISTICHE
Il territorio comunale è attraversato dal Rio Casaletto, che nasce presso Fortino, lungo 22 km e affluente di sinistra del Bussento. Per la sua portata e la notevole pendenza, è meta di appassionati di torrentismo e canyoning. In località Capello, riceve le acque da un complesso di sorgenti di elevato valore ambientale. La località prende il nome della spettacolare CASCATA DEI CAPELLI DI VENERE (vedi scheda dedicata), dove si trova anche un mulino e un vecchio rudere il "Sorgitore". L'area presenta un'area attrezzata per pic-nic e una serie di percorsi naturalistici lungo le limpide acque del rio, dove è stata avvistata la lontra e sopravvive il gambero di fiume.

L'area naturalistica il "Capello" è molto frequentata durante l'estate dai bagnanti. Nei pressi dell'area c'è la famosa sorgente fontana, dalle acque freschissime, del Capello. Oltre al "Capello", il territorio incontaminato di Casaletto, presenta altre attrattive come le grotte carsiche, di cui solo alcune sono state esplorate. Le più famose sono quelle di Mariolomeo e del Vottarino che alimentano un discreto turismo speleologico. La pendenza del Rio Casaletto e la sua portata idrica hanno alimentato in passato una serie di mulini lungo le sue rive, nella vallata che divide Casaletto e Battaglia. Inoltre è presente una antica ferriera sui cui resti è stata edificata una centrale idroelettrica ancora in funzione. Altri sentieri degni di note sono: quello religioso delle "Rocche" che conduce al Santuario della Madonna dei Martiri (15 agosto); sentiero Capello-Cerreta e Capello-Ponte Sottano.

 

 

ENO-GASTRONOMIA
Le due principali tipicità di Casaletto Spartano sono senza dubbio la capra cilentana ed i prodotti ad essa collegati e il prosciutto casalettano. Prodotto tipico per eccellenza del comune di Casaletto Spartano è il "prosciutto casalettano", che viene prodotto da quasi tutte le famiglie con tecniche e tradizioni che si sono radicate nel corso degli anni. L'eccellenza di questo prodotto è assicurata non solo dalla "naturalità" dei suini allevati dalle famiglie stesse, ma anche dalle antiche tecniche di lavorazione e conservazione. La protezione del prosciutto è affidata al solo peperoncino e sale, mentre la stagionatura avviene in locali appositi all'interno delle stesse abitazioni per circa un anno. La macellazione riguarda maiali di razze specifiche, in particolare la Large White nutriti con la cosiddetta "giotta", costituita da residui dell'alimentazione umana e da ghiande. Di peso variabile, dai 10 ai 15 chili, presenta un tipico colore rosso cupo. E' tradizione offrire il prosciutto casalettano assieme al caciocavallo e al vino locale, durante le feste nuziali.


Dagli allevamenti allo stato brado di ovicaprini si ricava il famoso formaggio casalettano. La stagionatura avviene all'interno delle abitazioni dei pastori e le cacioricotte vengono stagionate in appositi casolari di legno. E' consuetudine dei casalettani, di realizzare il pane casareccio utilizzando i vecchi forni a legna delle abitazioni, molto spesso ancora in comune tra due o più abitazioni. Questi prodotti, non seguono una filiera, pertanto l'unica possibilità per acquistarli e rivolgersi direttamente ai contadini o ai pastori del posto.

 

 

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Vedi anche: Cascata dei Capelli di Venere
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