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Tra Castelli e Borghi antichi del Cilento

Periodo consigliato: Tutto l'anno, anche in inverno, degustando la cucina tipica.

Posti a dominio di rocche e colli un tempo fortificati punteggiano alcuni dei borghi più suggestivi del Cilento e Vallo di Diano. Sono gli antichi castelli, sorprendenti e maestosi, misteriosi custodi di secoli di storia. Un percorso alla scoperta di queste imponenti vestigia del passato è un altro modo di visitare questo territorio.

 

Partiamo da Agropoli. Il suo centro storico, la cosiddetta "Agropoli Vecchia" è un patrimonio tutto da scoprire. Dagli scaloni che portano alla rocca, si arriva alla monumentale Porta del Seicento sormontata da cinque merli, simbolo della città. Da qui ci si inoltra tra le suggestive stradine che si intrecciano sul colle a picco sullo scenario marino. L'occhio è inevitabilmente attratto dall'evidenza del Castello Angioino-Aragonese, che si erge in posizione strategica sul promontorio.

Costruito su un impianto bizantino del VI secolo, ha una pianta triangolare con tre torri circolari. Rispetto alle precedenti di età normanna e angioina, la fase di età aragonese (XV secolo) è quella che ha lasciato la maggiore eredità alla struttura attuale impreziosita dalla piazza d'armi, usata come teatro all'aperto, e dalla fastosa "Sala dei Francesi", così chiamata per la sosta di un drappello delle truppe francesi nel periodo napoleonico.

 

La ricerca di un'altra possente struttura dei secoli passati ci porta, attraversando la strada che si snoda tra le colline panoramiche, al borgo di Rocca Cilento. Il nome del piccolo centro già tradisce la sua connotazione più evidente: il magnifico castello di origine longobarda, le cui prime tracce risalgono alla fine del IX secolo, poi dall'XI feudo della famiglia Sanseverino che diede l'impulso maggiore alla struttura posta a dominio del colle. A pianta pentagonale è circondato dai resti delle mura di età angioina, integrate da torri circolari sul lato sud-ovest, che difendono il complesso più volte ritoccato nei secoli.

 

A pochi chilometri andiamo a scoprire un altro gioiello di storia e letteratura oltre che di architettura. Parliamo del palazzo che tra il 1686 e il 1695 ospitò il filosofo Giambattista Vico che proprio qui concepì importanti capitoli del suo pensiero. Siamo nel piccolo borgo di Vatolla e il palazzo in questione è il Palazzo De Vargas, così chiamato dal nome della famiglia aristocratica di origine spagnola che gestì tra il '700 e l''800 l'edificio le cui prime notizie risalgono al X secolo. Deliziosa costruzione che da fuori incanta con i caratteristici torrini circolari angolari e all'interno strega con il cortile dal sapore medievale e le sale restaurate e riportate all'antico splendore che ospitano la sede della Fondazione Vico con il Museo Vichiano e la Biblioteca del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

 

Si punta di nuovo verso il litorale per visitare un altro centro medievale, contemplato tra i "Borghi più belli d'Italia": Castellabate. Il nome denunzia già l'origine dell'abitato in posizione panoramica sullo splendido golfo tra le punte di Licosa e Tresino. La Basilica Pontificia di Santa Maria de Gulia, di epoca romanica, sorprende con i suoi preziosi affreschi e i suoi tesori d'arte. I palazzi gentilizi si intersecano tra le strette viuzze del paese.

 

Ma è il Castello dell'Abate a svettare sulle altre meraviglie del borgo. La costruzione ebbe inizio nel 1123 per merito del IV abate di Cava, San Costabile Gentilcore. Nove secoli di storia per questa fortezza dotata di vistose mura perimetrali con quattro torri angolari a pianta rotonda. Al suo interno le sale di rappresentanza, camere, forni, cisterne e magazzini oltre ai misteriosi sotterranei.

 

Dalla costa rientriamo verso l'interno per fare tappa a Castelnuovo Cilento. Una piacevole visita la merita tutto il borgo appollaiato sul colle che domina la valle dell'Alento ed è sviluppato a ridosso del castello che dà il nome all'abitato. Presente già nel XIII secolo, ha avuto diversi rifacimenti nel corso dei secoli. Ridotto in stato di abbandono, è stato oggetto di un profondo restauro nella seconda metà del '900 ad opera dei proprietari, i marchesi Talamo-Atenolfi. A colpire è la sontuosa torre circolare, ultimo baluardo difensivo di un antico esempio di architettura militare, dall'alto della quale il panorama sul Cilento costiero e interno è eccezionale.

 

Sempre nell'interno, il Castello Giusso, recentemente ristrutturato, domina Sicignano degli Alburni. Ha una pianta poligonale irregolare dalla planimetria semicircolare e un sistema di tre torri con beccatelli. Della cinta muraria che circondava tutto resta ben poco cosi come della Chiesa di San Matteo, collocata di fronte al Castello, non restano che i primi due ordini della torre campanaria.

 

Per concludere l'itinerario ci inoltriamo in pieno Vallo di Diano, per raggiungere Teggiano, il suo centro storico ricco di chiese e conventi e soprattutto lo spettacolare castello, che contribuisce a fare del paese una roccaforte dall'aspetto medievale tra le meglio conservate in Italia. Fatto costruire in epoca normanna dalla potente famiglia Sanseverino, il maniero fu protagonista di importanti vicende storiche nel corso del '400: in primo luogo, la Congiura dei Baroni ordita nel 1485 da Antonello Sanseverino e altri feudatari ai danni della Corona aragonese, conclusasi con l'assedio del forte.

E insieme a tutto il borgo è il teatro ogni agosto della rievocazione storica "Alla tavola della Principessa Costanza" che ricorda le nozze del 1480 tra Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano (l'antica Teggiano) con Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino.

 

 

 

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